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Il bresciano venne abitato sin dall'età del rame. Così testimoniano alcune tombe trovate a Remedello e le incisioni rupestri della Val Camonica. Stando agli studiosi, i primi ad insediarsi nel territorio furono i liguri ai quali si presume successero gli Etruschi e poi i Galli. E pare proprio che sotto la dominazione di questi ultimi il luogo prese il nome di Brixia, termine derivato dal suffisso celtico "bric" che significa monte. La zona divenne in seguito dominio Romano e beneficiò dello sviluppo portato da questi che costruirono anche un funzionale acquedotto e la dotarono di un municipio e del Capitolium, un tempio stupendo. Mentre la fede cristiana andava diffondendosi, il bresciano fu terra di passaggio per molte tribù di barbari che nel quinto secolo invasero ripetutamente la penisola. Brescia fu presa, devastata, incendiata e saccheggiata più di una volta. Dopo alterne vicende, sotto le dominazioni degli Eruli e degli Ostrogoti la città iniziò a rinascere. Ma l'arrivo dei Bizantini e la guerra tra questi e i Goti fece ricadere la zona nella più tetra disperazione a causa di lotte, saccheggi, carestie e pestilenze. Per vedere davvero Brescia risorgere dalla sue ceneri, si dovette attendere l'arrivo dei Longobardi che risvegliarono l'economia, l'arte e la vita sociale fino ad allora sopita. Ad essi successero i Franchi e quando la loro potenza venne meno scoppiarono numerose battaglie tra i signori locali per il suo possesso. Insomma, il bresciano fu ancora terra di conquista, impossibilito dalle vicende storiche ad assimilare una propria e tipica identità. Attorno all'anno mille il regime feudale declinò lentamente. Nel 1090 Brescia diventò Comune e ben presto si impose sui paesi vicini strappando porzioni importanti di territorio a Bergamo. Quando Federico Barbarossa scese in Italia, Brescia aiutò Milano nel resistere alle sue truppe. Questi si ricordò dell'affronto e in seguito arrivò a distruggere tutto il territorio circostante la città, che dovette arrendersi. Nel 1176 il Barbarossa venne definitivamente sconfitto dalla lega di molti Comuni che, grazie alla pace di Costanza, videro riconosciuti i loro diritti. Così ripresero le guerre e le lotte tra le varie realtà italiane, segnate da alluvioni, epidemie e carestie. Brescia scese ancora in campo per contrastare Federico II ma poi godette di un periodo di tranquillità della durata di 10 anni, interrotto dalle lotte tra Guelfi e Ghibellini e con i Comuni vicini. Così continuò a passare dalle mani di un signore a quelle di un altro sino a che non divenne proprietà di Azzone Visconti, in seguito di Pandolfo Malatesta e poi ancora dei Visconti. La loro dominazione non fu felice e la popolazione insorse offrendo Brescia alla Repubblica di Venezia. Ne nacque una lunga guerra con Milano che i veneziani vinsero, e per premiare Brescia della sua fedeltà la fecero diventare capoluogo della sua zona. La pace portò allo sviluppo di quello che viene definito il "rinascimento bresciano", periodo nel quale sorsero splendidi edifici il cui esempio più famoso è il Palazzo della Loggia. Nel 1500 la città diventò dominazione dei francesi ai quali si arrese evitando un pesante assedio. I bresciani si ribellano presto alle imposizioni dei nuovi signori che li dominavano, ma essi reagirono con il saccheggio e la strage dei rivoltosi. Alla fine, comunque, la città tornò in mano a Venezia (che si era alleata coi francesi) pur dopo una breve permanenza degli spagnoli. La decadenza di Venezia venne accompagnata dalla peste e dalla carestia del 1629, che in città fecero oltre 11mila vittime. E ancora una volta Brescia divenne territorio di conquista. Quando la Francia venne sconfitta nel 1779, dovette cedere la Lombardia all'Austria, e Brescia subì tassazioni pesantissime e saccheggi frequenti. Ventuno anni dopo, i francesi riconquistarono la città mentre andava formandosi la Repubblica Cisalpina che pochi anni dopo divenne il Regno d'Italia. Grazie ad un periodo di pace la città continuò il suo sviluppo e diventò centro artistico di grande importanza, tanto che Ugo Foscolo stampò "I Sepolcri" proprio a Brescia. La restaurazione riportò gli Austriaci in città e per questo si successero numerosi moti, preparati dai patrioti, che però fallirono tragicamente. E si arrivò al 1848, anno in cui Milano insorse e Brescia la imitò, riuscendo ad allontanare temporaneamente le milizie austriache, dopo la sconfitta di Salasco. La guerra tra Austria e Piemonte riprese l'anno successivo. Brescia insorse e si meritò l'appellativo di "leonessa d'Italia" per le dieci giornate di combattimento guidato da Tito Speri. Le guerre per l'indipendenza italiana erano ormai una realtà e il 13 giugno 1859 Garibaldi entrò in città tra l'entusiasmo del popolo. Due anni dopo venne finalmente proclamato il Regno d'Italia e col passare dei mesi Brescia divenne una delle zone più attive e progredite del nostro paese. Le due guerre mondiali ebbero su di essa un impatto non indifferente ma la città si riprese sempre bene riuscendo a migliorare progressivamente la qualità dei suoi servizi, come l'autostrada verso Milano, la centrale del latte, la Gardesana occidentale e l'ammodernamento di diversi quartieri. Oggi quella di Brescia è conosciuta in tutta Italia come una provincia laboriosa e ricca di gente con spirito imprenditoriale. Purtroppo è salita alla ribalta per diversi episodi di cronaca nera e per la difficile convivenza tra gli italiani e gli immigrati, che in essa hanno trovato rifugio e lavoro. A distanza di secoli, dunque, Brescia ancora è alla ricerca di una sua identità.