La Casa degli Elfi


Buffy

Joss Award 2002

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Tara e Spike
INCANTESIMO DI MEZZANOTTE

Autrice: Vampi
Personaggi:
-Spike
-Tara McLay
-Willow Rosenberg
(Dal telefilm "Buffy The Vampire Slayer")
Ambientazione temporale: Prima della fine della sesta stagione.

"Ora tre gocce di succo di passiflora." borbottò Tara tra sè, china sul piccolo calderone da pozioni. "Adesso mi serve solo un pò di polvere di lapislazzuli ed è tutto pronto." Sorrise, esaminando con occhio critico la scena per la cerimonia che aveva preparato per Willow. Il giorno seguente era il loro anniversario, e allo scoccare della mezzanotte Tara aveva intenzione di fare alla sua compagna un regalo che non avrebbe più dimenticato. Aveva trovato i dettagli di quel particolare incantesimo in un vecchissimo libro e aveva subito pensato che era perfetto: un sortilegio speciale che avrebbe sfruttato la loro energia sessuale amplificando i loro poteri, rendendole streghe potentissime.e allo stesso tempo le avrebbe legate in maniera ancora più profonda. La vecchia pendola del salotto cominciò a battere le ore: era mezzanotte! Tara si girò verso lo specchio per controllare di essere a posto: i capelli sciolti, proprio come piaceva a Willow, e una sensuale veste di cangiante velluto (scelta, ovviamente, del colore preferito di Willow) indossata senza niente sotto. Perfetto. Accese le candele azzurre e rosse, mormorando le parole che iniziavano l'incantesimo, controllò che nella scatola speciale all'interno del cerchio cerimoniale non mancasse nessuno dei loro "giocattoli" preferiti, aggiunse un altro paio di morbidi cuscini sul pavimento, poi chiudendo gli occhi aggiunse alla pozione un pizzico di polvere di corno di ariete. La ricetta dell'incantesimo chiedeva specificamente che fosse di un ariete tutto bianco, ma al negozio non avevano saputo dirle con certezza se l'animale fosse stato veramente di quel colore, e comunque le avevano assicurato che era la prima volta che si sentivano richiedere quella caratteristica riguardo a quell'ingrediente e che sarebbe andato bene lo stesso. Intinse un dito nella mistura e ne mise un po' sulla fronte. "Vieni, vieni da me, amor mio, mia potenza." Un altro po' su entrambi i polsi. "Chiamo le energie dell'univ." La interruppe una brusca scampanellata alla porta. "Wow. Mi piace questo incantesimo, è potente," esclamò ridendo mentre andava ad aprire. "Entra, tesoro, vieni da me, ho intenzione di farti morire di piacere, stanotte," disse girando la maniglia, poi si voltò per tornare sculettando verso il cerchio cerimoniale: Willow le aveva detto tante volte quanto le piaceva il suo sedere, e voleva offrirle la sua vista preferita. O, almeno, "una" delle sue viste preferite, ridacchiò tra sè. "Morire? Mi sa che sarebbe un po' difficile, bellezza," le rispose una voce profonda ben diversa da quella di Willow. Tara si girò così di scatto che inciampò nel vestito e cadde sedere a terra con un tonfo. "SPIKE??!!" In effetti, nel vano della porta, appoggiato con nonchalance allo stipite, mani nelle tasche dei pantaloni attillati di pelle, c'era proprio il biondo vampiro inglese. "Bel panorama," commentò con un ghigno, guardandole con intenzione tra le gambe. Tara si rese conto che il vestito si era aperto rivelando la sua mancanza di biancheria intima. Si ricoprì con stizza, rialzandosi in piedi. "Tu che ci fai qui?" "Ah, non lo so, andavo tranquillamente per i fatti miei un paio di strade più in là quando ho sentito un ronzio fortissimo nelle orecchie, e le gambe si sono dirette fino a qui da sole senza che potessi farci niente. Altra cosa interessante è questa," disse indicando l'erezione che si delineava distintamente sotto la lucida pelle nera dei pantaloni. "Beh? Che c'è di interessante? E' una sorpresa perchè è da tanto che non ti si drizzava più?" ribattè Tara, con un sorrisetto. Spike aggrottò la fronte, si scostò dallo stipite e fece un passo avanti. "Ha. Ha. Ha. Che spiritosa. Non avrei mai immaginato che le performance del mio cazzo ti interessassero. Comunque mi riferivo al fatto che in tutti questi numerosi anni di onorato servizio, il caro aggeggio qui non si è mai drizzato tanto in fretta, e mai diventato tanto duro, come poco fa, come dicevo, proprio in contemporanea alle altre stranezze. Mi chiedo come mai tutto questo mi abbia portato proprio qui alla tua porta, eh? Proprio in un momento in cui *casualmente*", Spike allungò il collo per guardare bene nella stanza, "stai facendo degli incantesimi mezza nuda?" Fece una risata cattiva. "Che c'è, bellezza, ti sei stufata della tua fidanzatina? Beh, complimenti, di sicuro hai scelto il meglio che c'è sulla piazza per sfogarti." "Non mi interessi, l'incantesimo l'ho fatto per Willow, non per te, vattene." "Credo proprio che tu abbia sbagliato qualcosa, cara mia. Mi dispiace per Willow ma dovrai accontentarti di me, stanotte. Qualunque cosa tu abbia fatto, posso assicurarti che è potente. Credo proprio che andarmene sia al di là delle mie possibilità", disse Spike continuando ad avanzare verso di lei. "Ora se non ti dispiace, preferirei passare al *sodo*," continuò, e rise della propria battuta facendole l'occhiolino e cominciando a spogliarsi. Tara si guardò intorno per trovare il libro degli incantesimi, e cercando di farsi venire in mente qualche soluzione. Conosceva abbastanza Spike da sapere che avrebbe approfittato con gusto della situazione, e anche se non l'aveva ammesso, sapeva che lui aveva detto la verità. Qualcosa era andato storto con l'incantesimo, nel senso che aveva colpito la persona sbagliata, ma la magia funzionava eccome! Anche lei ne sentiva gli effetti, aveva i capezzoli duri come il marmo ed era bagnata come non ricordava di essere mai stata, e se avesse avuto davanti Willow in quel momento si sarebbe scatenata su di lei con bocca mani e quant'altro per ore e ore. Ma non c'era Willow in salotto, c'era quello stronzo di Spike! Tara era furibonda. Da una parte il suo corpo urlava di fare *sesso* e *subito*, dall'altra l'idea anche solo di toccare *Spike* le faceva venire la pelle d'oca dal ribrezzo. Un uomo, succhiasangue e pure *morto*, per l'amor del cielo! Gli gettò un'occhiata. Beh, a dire il vero tanto morto non sembra proprio, riflettè, quando non potè fare a meno di notare le dimensioni dell'... *affare* tra le gambe di Spike. Lo fissò affascinata. Chissà come fanno i vampiri ad avere un'erezione, pensò oziosamente, visto che non hanno circolaz... scosse la testa per schiarirsi le idee. Tara! svegliati! devi fare qualcosa! Si!! Succhiaglielo! le suggerì una vocina maliziosa che le veniva da una certa parte della sua anatomia che stava per esplodere dall'eccitazione. Ma sei scema? ribattè un'altra vocina, molto piu' flebile, vicino al cuore, e Willow? Una risata squillante interruppe i suoi pensieri. Spike era lì, steso tra i cuscini che si toccava e rideva di lei che lo fissava con aria stupida. Lui riprese fiato, la guardò con intenzione mentre per qualche istante si masturbava con entrambe le mani, poi ne staccò una per farle il classico segno di invito con l'indice. "Vieni qui, tesoro, vieni qui vicino a me." L'incantesimo era davvero potente. Le gambe di Tara si mossero da sole e lei si ritrovò inginocchiata sui cuscini accanto al vampiro, che dopo averle dato una lunga occhiata di apprezzamento, cominciò a spogliarla. L'operazione non prese molto tempo, in effetti gli bastò sciogliere il nodo della cintura che chiudeva la vestaglia di velluto per farla aprire del tutto. Spike le rivolse uno sguardo loquente. "Niente male. Chi l'avrebbe detto, eh? Ah, ma cosa abbiamo qui, guarda che capezzoli", commentò mentre li afferrava e li torceva leggermente. Tara si morse il labbro per non emettere suono, ma non riuscì a impedirsi di chiudere gli occhi per il piacere. Un istante dopo delle dita curiose si infilarono tra i peli del pube dritte verso il suo clitoride. Stavolta Tara non riuscì a non gemere. Le dita di Spike si stavano scatenando, sembravano impazzite, sembravano cento, toccandola sfiorandola, pizzicandola, solleticandola ancora e ancora. Era senza fiato. Ondeggiò leggermente e per ritrovare l'equilibrio appoggiò le mani sulle sue spalle. Le dita si arrestarono improvvisamente, e lei riaprì gli occhi pronta a protestare. Vide che lui la fissava osservando le sue reazioni. Le dita si mossero di nuovo, stavolta con movimenti più lenti e fluidi, tanto sensuali quanto frustranti. A ogni ritorno penetravano più profondamente, scivolando morbide e sconvolgenti tra le sue pieghe umide. Tara era stordita e confusa, furibonda con se stessa perchè stava permettendo a Spike di usare così il suo corpo, eppure allargò le ginocchia ancora un po' di più per facilitargli il compito e si strinse a lui. Un nuovo calore e una sensazione di bagnato si diffusero subito sulla sua pancia. Insinuò una mano tra i loro corpi e afferrò il muscolo pulsante di Spike, bollente velluto con un'anima d'acciaio. Fece scorrere la mano con un movimento lento ma deliberato, stringendo piano piano sempre di più, finchè Spike con un sibilo smise di fare le cose deliziose che le stava facendo per bloccarle la mano. Fissandola negli occhi il vampiro diede un paio di spinte con i fianchi, dando alla sua mano un assaggio di ciò che sarebbe arrivato piu' tardi, poi con una strana luce negli occhi e sempre senza una parola, le afferrò le mani e spingendola all'indietro la costrinse a stendersi sui cuscini. Tara non cerco' neppure di fare resistenza. Non solo non avrebbe potuto fare niente contro la forza di un vampiro (non era mica la cacciatrice!) ma soprattutto in quel momento non ne aveva proprio la minima voglia. Pensò solo che, almeno, a causa del chip l'unica cosa che Spike non avrebbe potuto sicuramente farle era succhiarle il sangue, poi ricordò certi commenti di Buffy a proposito di Angel, di morsi e sesso, e in un angolino della mente quasi le dispiacque. Non ebbe modo di rifletterci su più di tanto, però, perchè non appena era riuscito a metterla orizzontale, mantendola bloccata con le braccia oltre la testa, Spike si era completamente dedicato a tormentarle deliziosamente i seni usando la lingua. Sembrava quasi che avesse intenzione di passare tutta la notte solo a succhiarle, mordicchiarle, leccarle, i capezzoli, affondando la faccia tra i seni. Era stupendo, ma a Tara sembrava di avere un incendio tra le gambe, e cominciò a gemere sia di piacere - Spike era *decisamente* bravo, chi l'avrebbe detto, con i suoi atteggiamenti da macho stronzo sembrava più il tipo da ti prendo bum bum tre secondi e via - che di frustrazione. Forse dimenandosi di più e strofinandoglisi addosso sarebbe riuscita ad ottenere un pò più di attenzione per le sue parti basse, che si sentivano improvvisamente trascurate dopo le meravigliose attenzioni di poco prima. Ah, sì. A quanto pare era riuscita ad ottenere la sua attenzione. La bocca di Spike aveva improvvisamente abbandonato i suoi capezzoli, lasciandoli bagnati e rigidi a rabbrividire deliziosamente a contatto con l'aria, per dirigersi nella direzione che lei voleva. Diede un breve strillo, di piacere, frustrazione e sorpresa, quando lui dopo averle leccato l'ombelico, le diede un morsetto sulla tenera carne dei fianchi. Accidenti! Più giù, Spike! Più giù! Quando ormai i suoi gemiti erano diventati una supplica, Spike la accontentò. Tara si rese a malapena conto che le aveva liberato le mani, perchè il vampiro dopo averle allargato di più le cosce e sollevato le ginocchia, aveva finalmente cominciato a gustarla. Tara era certa che Spike sarebbe stato bravissimo, un grande, un grandissimo talento, ne era sicurissima, e ne avrebbe assaporato anche lei ogni virtuosismo, ma il vampiro l'aveva ormai portata a un tal punto di eccitazione che non appena la punta della sua lingua carezzò il suo clitoride Tara cacciò un urlo ed esplose. Letteralmente. O almeno, lei dopo si stupì un po' di non ritrovarsi in mille pezzettini sparsa per la stanza, perchè così le era sembrato. Con Willow aveva degli orgasmi fantastici, ma stavolta era diverso. Forse perchè Spike era particolarmente dotato, o forse perchè era ancora sotto l'influsso della pozione, ma Tara sapeva che questo non se lo sarebbe dimenticato tanto facilmente, lo capì subito quando riemerse alla coscienza di chi era dove era e cosa stava succedendo senza respiro e quasi senza voce. Riaprì gli occhi e si trovò Spike steso su un fianco accanto a lei, sulle labbra aveva una sorrisetto sardonico. "Uhm, non male, direi, eh?" le chiese, sollevando un sopracciglio. Senza darle il tempo di rispondere le afferrò una mano, la tirò verso di sè e se la appoggiò sulle palle, invitandola silenziosamente a darsi da fare. Ancora senza fiato, Tara cominciò a massaggiarlo. Aveva intenzione di ripagarlo della stessa moneta, di tormentarlo a lungo, voleva sentirlo implorare come aveva fatto con lei, voleva vederlo perdere il controllo, cancellare in qualche modo quello stupido sorrisetto soddisfatto da quella faccia da schiaffi. Allungò anche l'altra mano e la fece scorrere sull'asta, soffermandosi sulla punta per un istante, a raccogliere il liquido che ne veniva fuori. Il respiro di Spike accelerò e gli occhi si socchiusero. Sembra un gatto, pensò Tara, con gli artigli sotto il pelo morbido. Tieni, micino, disse tra sè, e poggio' il dito bagnato sulle labbra del vampiro. Spike aprì subito gli occhi, e fissandola con aria di sfida, glielo succhiò deliberatamente, afferrandole il polso. Senza smettere di fissarla, lui si mise a cavalcioni su di lei, e Tara si ritrovò a fissare il cazzo di Spike a distanza molto ravvicinata. Ok, comincia lo show, si disse, e quando lui si allungò su di lei, si umettò le labbra e chiuse gli occhi, pronta a succhiarglielo. Ma niente. Spike le blocco di nuovo le mani sulla testa, e quando qualche istante dopo Tara riaprì gli occhi, sorpresa, vide che si era steso su di lei per raggiugere la scatola dei "giochi" sua e di Willow. Ne tirò fuori un dildo color avorio, dalla superficie scolpita e dalle dimensioni notevoli, un modello in stile antico. "Ah", disse Spike, "roba classica. Scommetto che quelli moderni sono più realistici e piu' accessoriati, ma questi sono popolari da secoli, una tradizione, una garanzia, non trovi? E' tuo? O di Willow?" Le chiese facendoglielo vedere da vicino. "Beh, non ha importanza, farete comunque conoscenza tra pochissimo," aggiunse sorridendo diabolico. Tara sorrise tra sè, si stava di nuovo eccitando sul serio, apri un po' di più le cosce e guardò Spike con aria di sfida. "Facciamo le presentazioni, allora?" "Con vero piacere, mia cara," ribattè Spike, steso su di lei, portando la mano con il superdildo fra le sue gambe. Lei sentì la punta sfiorarle il clitoride, e scivolare lentamente tra le sue pieghe bagnate. "Signorina Tara", e con una spinta glielo mise dentro, lasciandola senza fiato, "le presento" - altra spinta, Tara dette un gemito - "il signor" - altra spinta ancora, era incredibile, caldo, enorme, stupendo, "William il Grande." Tara inarcò la schiena, a seguire il ritmo degli affondi dentro di lei. Era stupendo. Con le mani di nuovo libere, si ritrovò a graffiare la schiena di Spike, gemendo sempre più forte, e seguendo con le dita il gioco dei muscoli delle spalle e dei fianchi che spingevano e spingevano ancora e ancora, mentre il vampiro si appoggiava su entrambe le mani per muiovere meglio le anche. Un momento! Un pensiero si fece strada nella mente sempre più annebbiata di Tara. Se usa entrambe le mani per appoggiarsi, il dildo, come??!."oh!" esclamò, spalancando gli occhi quando si rese conto della risposta. Si concentrò sulle proprie sensazioni, su Spike dentro di lei, e lo guardò, rendendosi conto dal suo respiro che il vampiro era ormai prossimo all'orgasmo. Beh, era stato davvero notevole, commentò tra sè. Gli piantò le unghie nella schiena e si tuffò seguendo il suo ritmo di nuovo sulla cresta di quel piacere incredibile, ma si ricordò di tenere gli occhi aperti e trovò una soddisfazione particolare a vederlo godere, a sentire i suoi gemiti mescolarsi ai suoi. Qualche istante più tardi, nella stanza si sentiva solo il loro respiro affannoso, unito a qualche gemito se un movimento andava a sfiorare una zona ancora sensibile. Clap. Clap. Clap. Un lento applauso interruppe improvvisamente il silenzio del salotto rischiarato ormai solo da un mozzicone di candela. "Molto bravi. Complimenti davvero." Tara impallidì. "Willow! Non è come pensi, cioè sì, però, oddio, adesso ti spiego, cioè." Balbettò, dando una gomitata a Spike che nel frattempo era scoppiato a ridere a crepapelle. "Shhh, tesoro. è tutto a posto. Lo so che è colpa di Spike, non ti preoccupare" le disse Willow con un sorriso dolce. "Ehi! Stavolta non è colpa mia!!" comincio'a protestare Spike, alzandosi a sedere, ma Willow lo zittì: "è sempre colpa tua, Spike! Non puoi mordere ma sappiamo tutti che sei ancora pericoloso e che ci odi! Hai voluto approfittarti della mia ragazza, eh? Credi che non sappia chi le ha fatto avere l'ingrediente sbagliato della pozione? Non sono riuscita ad intervenire prima, ma ora scoprirai quanto è stata pessima l'idea di mettersi contro due streghe! Tara, spranga la porta", le ordinò, e quando lei la guardò con aria interrogativa, senza aggiungere altro Willow le fece vedere ciò che aveva in mano: nella sinistra un paio di manette, e nella destra il super dildo d'avorio. "Oh, mamma", esclamò Spike, e svenne.