
Rimuginando ancora sul post precedente,
mi è venuta in mente una vicenda accadutami tempo fa a
Milano, così sono andato a cercare nell'archivio della mia
posta elettronica e ho ritrovato questa e-mail, spedita il 7 luglio
2004 ai i miei amici. Questo blog non era ancora nato, ma il racconto
di quella brutta esperienza purtroppo è sempre attuale.
Sono
uscito abbastanza presto dal lavoro, sono andato in Posta, poi in un
bar a prendermi un caffè freddo. Ero in coda alla cassa, e
mi vedo accanto due ragazzi (circa) trentenni, all'apparenza gente
normale. La coda alla cassa è lunga, e c'è una
sola cassiera per un mare di gente, che deve sia fare cassa che
preparare bevande, panini, gelati, ecc. E' un po' impacciata, non
conosce benissimo la
lingua (è nera, forse africana), è in agitazione
perchè non trova sulla cassa il tasto di un paio di cose
(crocchette di patate e spremuta d'arancia). Alchè, arriva
una donna che chiede la cortesia di avere una piadina ed una coca, e
così la ragazza gliele prepara subito, chiedendo ai due in
attesa di farla passare avanti, visto che quei tasti sulla cassa li
conosceva. Quei due iniziano a dare della putt**a alla donna che ha
preso piadina e coca, la quale facendo finta di nulla, va a sedersi al
tavolino e mangiare. Uno dei due continua a sbraitare ed alza sempre
più la voce, iniziando ad inveire contro le donne, il
femminismo, la parità fra i sessi, farcendo il tutto di
turpiloqui ad alta intensità. Dopo un po', visto che nessuno
gli dava retta, e mentre la cassiera gli chiedeva inutilmente se
volesse qualcos'altro oltre a crocchette e spremuta, lui comincia a
tirare fuori frasi del tipo "raus, negra del c***o", "Hitler non era
scemo, ci faceva saponette con te", e via così. Alza i toni
di voce sempre più, finchè si rivolge a me e dice
"ehi tu con quel c***o di giornale, fai finta di niente, eh? Ti
aggiusto io..." ed io sempre a far finta di nulla, mentre l'atmosfera
nel locale si faceva tesissima. Alchè la cassiera dice "vado
a chiamare il caporeparto". Apriti cielo. Inizia a dire "ha ragione
Borghezio, tu sei il male, la tua pelle è nera come
l'inferno", e via discorrendo. Arriva una donna (bianca), il
caporeparto, che un po' cerca di servire il pazzo per mandarlo via, un
po' cerca di farsi rispettare. Shock. Il pazzo tira fuori un tesserino
da poliziotto e la pistola d'ordinanza, e dice "io sono della Polizia,
come mio padre e mio nonno, brutta lesbica, cosa credi di farmi?" A
quel punto, con la pistola in mano, urla "servimi la spremuta e le
crocchette, tornerò un altro giorno a farvi fuori, negri e
italiani rottinc**o". Prende le crocchette e la spremuta, paga, va via
senza mangiare sul posto, continuando a sproloquiare.