La Casa degli Elfi


Alice
1975 - La mia poca grande età
1978 - Cosa resta... un fiore
1980 - Capo nord
1981 - Alice
1981 - Per Elisa
1982 - Azimut
1983 - Falsi allarmi
1985 - Gioielli rubati
1986 - Park hotel
1987 - Elisir
1988 - Mélodie passagère
1989 - Il sole nella pioggia
1992 - Mezzogiorno sulle Alpi
1995/96 - Charade
1998 - Exit
1999 - God is my DJ
2000 - Personal juke-box

2003 - Viaggio in Italia
Viaggio in Italia Prodotto da Francesco Messina e Marco Guarnerio per la NUN Entertainment/EDEL
Alice canta Barrett, Battiato, Battisti, De ANdrè, De Gregori, Di Martino, Fossati, Fripp, Gaber, Guccini, Joyce, Panella, Pasolini, Sgalambro, Sinfield.
"Alla memoria di mio padre"

01. Come un sigillo
02. Al principe
03. Un blasfemo
04. La bellezza stravagante
05. Atlantide
06. Cosa succederà alla ragazza
07. Islands
08. Febbraio
09. Lindbergh
10. Ecco i negozi

11. Auschwitz

12. E' stato molto bello

13. Non insegnate ai bambini

14. Golden hair

Come un sigillo [Manlio Sgalambro, Franco Battiato, Paolo Fresu]

Ponimi come un sigillo sul tuo cuore così resterò impresso in te per sempre. E tu passavi appena le sottili dita sul prepuzio poi sfioravi il glande e i sensi celebravano il loro splendore ed era bello starti ad osservare. Confermavi il mondo della coesistenza materiale. Ponimi come un sigillo sul tuo cuore come un sigillo sulle tue braccia. Pronuncio il tuo nome contro ogni sventura. Vinceva la tristezza il tuo soffio vitale eretico seguivo le gazzelle veloci come il sogno che mi passa accanto ed era bello starti ad osservare. Confermavi il tempo della coesistenza materiale. Ponimi come un sigillo sul tuo cuore come un sigillo sulle tue braccia. Perché quando sarò in esilio e al buio resterò nelle notti oscure inconsapevole del divenire.


Al principe [Pierpaolo Pasolini, Di Martino, Jakko Jakszyk]

Se torna il sole Se discende la sera Se la notte ha un sapore di notti future Se un pomeriggio di pioggia sembra tornare Dai tempi troppo amati mai avuti del tutto Io non sono più felice Di goderne né di soffrirne Perché non sento più davanti a me tutta la vita Per essere poeti Bisogna avere molto tempo Ore e ore di solitudine Sono il solo modo perché si formi qualcosa Che è forza, abbandono, vizio e libertà Per dare stile al caos Io di tempo ormai ne ho poco Per colpa della morte E un po' anche di questo mondo Così umano che ai poveri toglie il pane Ai poeti, la pace Per essere poeti Bisogna avere molto tempo Ore e ore di solitudine Sono il solo modo perché si formi qualcosa Che è forza, abbandono, vizio e libertà Per dare stile al caos.

Un blasfemo [Fabrizio De Andrè, Bentivoglio, Piovani]
("Dietro ogni blasfemo c'è un giardino incantato", titolo originario di De André)

Mai più mi chinai e nemmeno su un fiore, più non arrossii nel rubare l'amore dal momento che Inverno mi convinse che Dio non sarebbe arrossito rubandomi il mio. Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino, non avevano leggi per punire un blasfemo, non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, mi cercarono l'anima a forza di botte. Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo, lo costrinse a viaggiare una vita da scemo, nel giardino incantato lo costrinse a sognare, a ignorare che al mondo c'e' il bene e c'è il male. Quando vide che l'uomo allungava le dita a rubargli il mistero di una mela proibita per paura che ormai non avesse padroni lo fermò con la morte, inventò le stagioni. ... mi cercarono l'anima a forza di botte... E se furon due guardie a fermarmi la vita, è proprio qui sulla terra la mela proibita, e non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato, ci costringe a sognare in un giardino incantato, ci costringe a sognare in un giardino incantato ci costringe a sognare in un giardino incantato.


La bellezza stravagante [Ivano Fossati]

La bellezza che rende duri senza il tempo di invecchiare senza il tempo di impaurire né colpevoli né puri né colpevoli né puri. È un pensiero architettato lo so un pensiero così ordinato da qualcuno già abitato da qualcuno ammobiliato per me un pensiero già sognato un pensiero già sognato. Nessuno dovrebbe mai nessuno dovrebbe scriverci canzoni e canzoni comunissimi pensieri né preghiere né devozioni le nostalgie di ieri sono pioggia sull'asfalto sono pioggia sull'asfalto d'estate ah, sono pioggia sull'asfalto sono pioggia sull'asfalto d'estate. Vivo al ritmo dei miei giorni e la bellezza è lì in attesa cammino celebrando la vita amando e celebrando la vita e la vita è sospesa la vita è sorpresa. Alla fine di ogni notte ho desiderio d'incontrare l'amore che arriva senza ritegno che arriva senza vergogna a prendere e a strappare che viene a violare. La preghiera di un novizio con gli occhi all'ultima sottana è la fine della notte il desiderio matura da solo ah, è la fine della notte il desiderio cammina da solo. E nessuno dovrebbe mai nessuno dovrebbe scriverci canzoni e canzoni così fragili pensieri né preghiere né devozioni le nostalgie di ieri sono pioggia sull'asfalto sono pioggia sull'asfalto d'estate ah, sono pioggia sull'asfalto sono pioggia sull'asfalto d'estate.


Atlantide [Francesco De Gregori, Jakko Jakszyk]

Lui adesso vive ad Atlantide con un cappello pieno di ricordi, ha la faccia di uno che ha capito e anche un principio di tristezza in fondo all'anima. Nasconde sotto il letto barattoli di birra disperata e a volte ritiene di essere un eroe. Lui adesso vive in California da sette anni sotto una veranda ad aspettare le nuvole. E' diventato un grosso suonatore di chitarre e stravede per una donna chiamata Lisa. Quando le dice "Tu sei la donna con cui vivere" gli si forma una ruga sulla guancia sinistra. Lui adesso vive nel terzo raggio dove ha imparato a non fare più domande del tipo: "Conoscete per caso una ragazza di Roma la cui faccia ricorda il crollo di una diga? Io la conobbi un giorno ed imparai il suo nome ma mi portò lontano il vizio dell'amore". E così pensava l'uomo di passaggio mentre volava alto nel cielo di Napoli. Rubatele pure i soldi, rubatele anche i ricordi ma lasciatele per sempre la sua dolce curiosità, ditele che l'ho perduta quando l'ho capita, ditele che la perdono per averla tradita.


Cosa succederà alla ragazza [Panella, Lucio Battisti]

L'alba, la barba, la curva della gola, rasoiate che sono orli di gonna. La luce ha ancora sonno ma si dà un tono da ostetrica che è urgente. Apre gli occhi sul mondo partoriente ed è a disposizione l'alba, la barba, presa con le buone. Offrire la gola al tocco leggero, l'alba la lanolina candida gli uccelli appostatissimi nell'aria, come i chiodi senza quadri, alle pareti; ed è ancora mattina. I pesci pesci pesci i pori pori, cosa succederà alla ragazza, vede i pori con le corna come i tori; le corna curve sono due ferventi trafficanti a bassa voce sotto la croce,
sotto la croce, nel loro dialetto antico, nel loro diletto pratico, che la vogliono fare bollire, che la vogliono suonare, appesa al campanile. Che la vogliono ricoprire di cioccolata, che la vogliono servire in bocca, ad una bocca sterminata di forno: che cosa le tocca sentire che cosa. Allora ricordarsi di fare delle pose delle fotografie: che possono sempre servire, e non se ne parli più. Gesù, Gesù che non se ne parli più Gesù, Gesù ed è ancora mattina, tutti sono pronti a bere qualcosa; e poi si riprende fiato, per fare le bolle acustiche. Che la vogliono olio e limone; che la vogliono aggiustare: entriamo in un portone... Che la vogliono un pò scoperta per accertare; che la vogliono nell'ascensore, per implorarla da che piano a che piano, acquetta, fuochino; la gloria all'ottavo. Che la vogliono ricoprire di cioccolata, che la vogliono servire in bocca, ad una bocca sterminata di forno: che cosa le tocca, sentire che cosa.


Islands [Sinfield, Fripp, Tim Bowness, Paolo Fresu]

Earth, stream and tree encircled by sea Waves sweep the sand from my island. My sunsets fade. Field and glade wait only for rain Grain after grain love erodes my High weathered walls which fend off the tide Cradle the wind to my island. Gaunt granite climbs where gulls wheel and glide Mournfully glide o'er my island. My dawn bride's veil, damp and pale, Dissolves in the sun. Love's web is spun - cats prowl, mice run Wreathe snatch-hand briars where owls know my eyes Violet skies Touch my island, Touch me. Beneath the wind turned wave Infinite peace Islands join hands 'Neath heaven's sea. Dark harbour quays like fingers of stone Hungrily reach from my island. Clutch sailor's words - pearls and gourds Are strewn on my shore. Equal in love, bound in circles. Earth, stream and tree return to the sea Waves sweep sand from my island, from me.


Febbraio [Pierpaolo Pasolini, Di Martino, Paolo Fresu]

Trasparente come l'anima un giorno di febbraio allineava nell'azzurro i campi nudi i monti, il mare E' venuta l'estate, e piena come un corpo ha ricoperto tutto ogni angolo era una tana Poi è tornato febbraio Dunque era il tornare che faceva del tempo un nulla un bene e un male E dentro quel cerchio l'amore per se stessi trovava che tutto gli assomigliava Poi è tornato febbraio Dunque era il tornare che faceva del tempo un nulla un bene e un male E dentro quel cerchio l'amore per se stessi trovava che tutto gli assomigliava Dentro quel cerchio l'amore per se stessi trovava che tutto gli assomigliava.


Lindbergh [Ivano Fossati]

Non sono che il contabile dell'ombra di me stesso se mi vedete qui a volare è che so staccarmi da terra e alzarmi in volo come voialtri stare su un piede solo difficile non è partire contro il vento ma casomai senza un saluto. Non sono che l'anima di un pesce con le ali volato via dal mare per annusare le stelle difficile non è nuotare contro la corrente ma salire nel cielo e non trovarci niente. Dal mio piccolo aereo di stelle io ne vedo seguo i loro segnali e mostro le mie insegne la voglio fare tutta questa strada fino al punto esatto in cui si spegne la voglio fare tutta questa strada fino al punto esatto in cui si spegne.


Ecco i negozi [Panella, Lucio Battisti, Morgan]

Deve essere stata una costosa distillazione la marea del mare, il cielo è più professionale: premedita sè stesso. Il tempo, questo tempo è inaffidabile, vengono giù gelati, poi rane, un giorno baci celebri, un altro giorno eliche in funzione. E come informazione, si sente spesso chiedere, dov'è che si sistemano le capocchie ai fiammiferi Queste le uscite spicce, celeri così come lei le intuisce, che veloci inceneriscono se stesse, avanti un'altra: così si va, a spasso si va. Ecco i negozi e non le sembra più di stare a casa, ecco cammina nell'uno e l'altro senso, non avendo al fianco chi l'accompagnerebbe nelle minime e le massime escursioni. Ecco i negozi che ingoiano tutti i fracassi, non affliggono né stomaco né cuore, eccola qui dov'è la padrona del proprio giro vita, del proprio girocollo, del proprio giro periplo del corpo. E lo spazio non è quella questione, ecco i negozi, si può tacere senza dare il silenzio come spiegazione: ecco qui, tra le creature scisse, tra chi entra e chi esce, c'è uno scambio di temperature. Si diventa termometri contraddittori, si passa tra le cose sfuse e vaghe, come tra lacci d'alghe di tante in tante maghe Circi annegatrici, dimenticando e poi dimenticando; così sei fortunata: hai trovato esattamente quello che cercavi: tre bravi di caienna, ovvero, un forchettino per i ravanelli. Così sei fortunata: hai trovato il posto più esclusivo della storia, le pagine in cui Antonio con Cleopatra, si strapazzano ancora, come otarie dalle braccia ormai implicite nell'altro, sopravvissuti ad ogni nave che s'inabissò. Immersi in un tripudio misto seta, in una negligenza e oblio di sciarpe, ed è come non mai non stare a casa.


Auschwitz [Francesco Guccini]

Son morto ch'ero bambino son morto con altri cento passato per un camino e ora sono nel vento Ad Auschwitz c'era la neve il fumo saliva lento nei campi tante persone che ora sono nel vento Nei campi tante persone ma un solo grande silenzio che strano, non ho imparato a sorridere qui nel vento. Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento. Ancora tuona il cannone ancora non è contenta di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento. Io chiedo quando sarà che un uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà.


E' stato molto bello [Manlio Sgalambro, Franco Battiato]

I colli dei cigni splendono alla luce e mille barbagli trafiggono le palpebre il fuoco che bruciò Roma è solo sprazzo. Così mi incendi. Con bugie di suoni mi possiedi. E' stato molto bello finisce la tarda estate. E' stato molto bello si prolungano le ombre oltre la sera. Non domandarmi dove porta la strada seguila e cammina soltanto. Io non invecchio niente più mi imprigiona.


Non insegnate ai bambini [Giorgio Gaber, Luporini]

Non insegnate ai bambini non insegnate la vostra morale è così stanca e malata potrebbe far male forse una grave imprudenza è lasciarli in balia di una falsa coscienza. Non elogiate il pensiero che è sempre più raro non indicate per loro una via conosciuta ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita. Giro giro tondo cambia il mondo. Non insegnate ai bambini non divulgate illusioni sociali non gli riempite il futuro di vecchi ideali l'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura. Non esaltate il talento che è sempre più spento non li avviate al bel canto, al teatro alla danza ma se proprio volete raccontategli il sogno di un'antica speranza. Non insegnate ai bambini ma coltivate voi stessi il cuore e la mente stategli sempre vicini date fiducia all'amore il resto è niente. Giro giro tondo cambia il mondo. Giro giro tondo cambia il mondo.


Golden hair [Joyce, Syd Barrett, Tim Bowness]

Lean out of the window, Goldenhair, I heard you singing A merry air. My book was closed; I read no more, Watching the fire dance On the floor. I have left my book, I have left my room, For I heard you singing Through the gloom. Singing and singing A merry air, Lean out the window, Goldenhair.