La Casa degli Elfi


Alice
1975 - La mia poca grande età
1978 - Cosa resta... un fiore
1980 - Capo nord
1981 - Alice
1981 - Per Elisa
1982 - Azimut
1983 - Falsi allarmi
1985 - Gioielli rubati
1986 - Park hotel

1987 - Elisir

1988 - Mélodie passagère
1989 - Il sole nella pioggia
1992 - Mezzogiorno sulle Alpi
1995/96 - Charade
1998 - Exit
1999 - God is my DJ
2000 - Personal juke-box
2003 - Viaggio in Italia

Elisir

Prodotto da Francesco Messina per la EMI
Alice: Voce e tastiere
Curt Cress: Batteria e percussioni
Filippo Destrieri: Tastiere, programmazione computer e drum machine
Michele Fedrigotti: Tastiere, Korg digital piano, basso tastiera, supervisione
Marco Guarnerio: Chiatarra acustica ed elettrica, collaborazione agli arrangiamenti
Francesco Messina: Programmazione tastiere e arrangiamenti
Sound Engineers: Benedict Tobias Fenner
Missaggi: Benedict Tobias Fenner (tranne "Notte a Roma", mixato da Marco Guarnerio)
Registrazione e missaggi: Logic Studio, Milano
Editing digitale: CDG Milano
Transfer: Abbey Road, Londra
Copertina: Polystudio-Emi Creative Service
Foto: Gik Piccardi, Alessandro Paderni
Make up: Gioi Ardessi

01. Nuvole
02. Il vento caldo dell'estate
03. Notte a Roma
04. Hispavox *
05. I treni di Tozeur
06. The fool on the hill
07. Una notte speciale
08. La mano

Nuvole [Alice, Tuni, Francesco Messina]

Nuvole si inseguono cercandosi le nuvole son vecchi dirigibili le nuvole nuvole a quanti amanti parlano le nuvole nel cielo sopra noi mi chiedo a chi appartengono mi volto e trovo l'orizzonte dei tuoi occhi intriso di ricordi e di sogni e di nuvole. Giorni passati a scrutare nel cielo segnali lontani, figure straniere così, senza cercare di più. Nuvole/ ma quanti mondi vedono le nuvole dal cielo sopra noi mi chiedo se ci parlano mi volto e trovo l'orizzonte. dei tuoi occhi intriso di racconti e di luci e di nuvole. Giorni passati a scrutare nel cielo segnali lontani, figure straniere ragioni di vita sentite dal cuore così, senza volere di più.


Il vento caldo dell'estate [Franco Battiato, Giusto Pio, Francesco Messina, Alice]

Ho chiuso le finestre per non lasciare neanche l'aria entrare... qui. Nel buio della stanza si ferma la mia vita... per te. Le mie reazioni non le controllo più quanto mi manchi. La tua coscienza è falsa quante promesse hai fatto... bugie... e più eri lontano e più giuravi che il tuo mondo ero... io. Non eri solo un'abitudine quanto mi manchi... E il vento caldo dell'estate mi sta portando via la fine, la fine, la fine. Così senza un motivo non puoi dimenticare tutto a un tratto... così. Che scherzi gioca il caldo adesso sei sincero, adesso... sì. Senza parole non mi lasciare mi basta poco fammi tentare. Il vento caldo dell'estate mi sta portando via la fine, la fine, la fine.


Notte a Roma [Alice]

Le macchine che passano parentesi di paranoie assiomi che ci uniscono nell'anima, nella realtà Lontano forse a sud la gente parla già di cosa porterà l'estate e noi stiamo così a raccontarci che possiamo ridere insieme. La notte è magica a Roma unica le tue mani stanche di aspettare mi accarezzano mi stringo forte a te perché, forse, ti amo! Nel vento, ti amo! Lontano forse ad est la gente dorme già avvolta in petali d'oro e noi stiamo così alteri e fragili felici di essere insieme. La notte è magica a Roma unica nelle strade perse della storia cambia il vento mi stringo forte a te perché, forse, ti amo! Nel vento, ti amo!


Hispavox [Alice, Giusto Pio]

Sentivo l'odore amaro di cenere le donne pesanti e uguali a cent'anni fa fontane con tanta acqua da perdere e terra spaccata e secca dal piangere. Montagne così appiattite da crudeltà ricordi che mi riportano sempre qua e dimmi amore mio che amore sei ti amo solo per quello che non mi dai. Uh uh olè olè uh uh olè olè. E l'alba mi colse piena di nudità seduta sopra i gradini di un vecchio bar c'è un cane randagio e pigro accanto a me c'è un fiore che sta cercando di crescere. Il freddo ha comprato il cuore della città il caldo ha asciugato il sangue arenato qua la neve non ha più voglia di scendere ed io non ho più voglia di ridere. Uh uh olè olè uh uh olè olè. Uh uh olè olè uh uh olè olè.


I treni di Tozeur [Franco Battiato, Saro Cosentino, Franco Battiato, Giusto Pio]

Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni le strade deserte di Tozeur da una casa lontana tua madre mi vede si ricorda di me delle mie abitudini. E per un istante ritorna la voglia di vivere, a un'altra velocità passano ancora lenti i treni per Tozeur. Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi e nuove astronavi per viaggi interstellari in una vecchia miniera distese di sale e un ricordo di me come un incantesimo. E per un istante ritorna la voglia di vivere, a un'altra velocità passano ancora lenti i treni per Tozeur. Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni per Tozeur.


The fool on the hill [John Lennon, Paul McCartney]

Day after day, alone on a hill. The man with the foolish grin is keeping perfectly still. But nobody wants to know him. They can see that he's just a fool. And he never give an answer. But the fool on the hill sees the sun going down. And the eyes in his head see the world spinning round. Well on the way, head in a cloud. The man of a thousand voices talking perfectly loud. But nobody ever hears him. Or the sound he appears to make. And he never seems to notice. But the fool on the hill sees the sun going down. And the eyes in his head see the world spinning round. Day after day, alone on a hill. The man with the foolish grin is keeping perfectly still. And nobody seems to like him. They can tell what he wants to do. And he never shows his feelings. But the fool on the hill sees the sun going down. And the eyes in his head see the world spinning round. He never listens to them. He knows that they're fools. They don't like him... The fool on the hill sees the sun going down. And the eyes in his head see the world spinning round.


Una notte speciale [Alice, Franco Battiato, Giusto Pio]

Strane donne col ventre offeso danzano sui tacchi a spillo danzano questa notte intorno a un fuoco immaginario zingari coperti d'oro zingari che sono senza tempo. Noi senza dignità oltre la montagna scopriamo l'amore qui, qui senza falsità noi ci amiamo come la mente non sa. Mantelli avvolti in corpi antichi coprono le biciclette corrono lentamente su strade buie lastricate corrono incontro al niente corrono incontro all'infinito. Noi senza dignità oltre la montagna scopriamo l'amore qui, qui senza falsità noi ci amiamo come la mente non sa. Noi senza dignità oltre la montagna scopriamo l'amore qui, qui senza falsità noi ci amiamo come la mente non sa...


La mano [Alice]

Strade bagnate semafori spenti come un'alba che non sa che cosa è il sole io mi muovo io cammino cosa cerco mi avvicino. Una mano, oh è la mano mi confondo, non capisco. Così la notte mi prende per mano mi fa compagnia la notte con un sorriso, un'idea una bianca follia con anima è una necessità. E nel buio seguirò ombre e giuste vibrazioni notte, la tua mano nel silenzio è una musica che va è una musica che non finirà, non finirà, non finirà mai, mai, mai. Strade bagnate semafori spenti come un'alba che non sa che cosa è il sole io mi muovo io cammino cosa cerco mi avvicino. Una mano, oh è la mano mi confondo, non capisco. Così la notte mi prende per mano mi fa compagnia la notte con un sorriso, un'idea una bianca follia con anima è una necessità. E nel buio seguirò ombre e giuste vibrazioni notte, la mia mano nel silenzio è una musica che va è una musica che non finirà!