La Casa degli Elfi


Alice, già Alice Visconti, al secolo Carla Bissi, nacque a Forli il 26 settembre 1954. Il suo incontro con la musica avvenne prestissimo. A solo otto anni, infatti, iniziò a prendere lezioni di pianoforte e canto. Le sue prime esibizioni canore avvennero nel 1970 prevalentemente nei locali da ballo della costa adriatica. Nel 1971 vinse il Festival di Voci Nuove di Castrocaro proponendo una sua personale versione di un grande successo dei Pooh, "Tanta voglia di lei". Messa sotto contratto dalla Carosello, fu ammessa di diritto al successivo Festival di Sanremo, quello del 1972. Sanremo non le portò però molta fortuna, con il brano "Il mio cuore se ne va", scritto da Memo Remigi. Nel retro del 45 giri sanremese era presente un´altra canzone d´autore: "Un giorno nuovo" firmata da Pino Donaggio. La mancata affermazione venne riscattata qualche mese dopo in occasione della Mostra Internazionale di Musica Leggera che si svolse a Venezia. La Bissi fu tra i partecipanti che si contesero la Gondola d´Argento (quella d'oro era riservata ai big) con il suo secondo singolo: "La festa mia", composta da Franco Califano e Maurizio Fabrizio. Il brano, costruito su misura per la Bissi, affrontava il tema adolescenziale della solitudine di una diciottenne senza il proprio ragazzo nel giorno del suo compleanno, e conquistò la giuria che le assegnò la vittoria. Oltre a firmare anche il retro del 45 giri, "Fai tutto tu", Califano si occupò della produzione del disco. Malgrado la prestigiosa vittoria, il 45 giri non ebbe un grande successo di vendita. Nel Maggio del 1973 la Carosello stampò il terzo e ultimo disco di Carla Bissi: "Vivere un pò, morire un pò", cover tradotta da Giorgio Calabrese di "My my she cries" di Carol King, e "Il giorno dopo", versione italiana di The morning after, colonna sonora del film "L´avventura del Poseidon". Due anni dopo, completamente rinnovata nello spirito, nella musica e nell'immagine, nacque Alice Visconti, nome nuovo per far dimenticare completamente il personaggio precedente. Due album di transizione con la CGD ("La mia poca grande età" nel 1975 e "Cosa resta... un fiore" nel 1977), poi Alice perse "Visconti", passò alla EMI e spiccò il volo verso il successo.

Mel 1980 realizza Capo Nord, con il singolo "Il vento caldo dell'estate".
Nel 1991 vince il Festival di Sanremo con il brano "Per Elisa", che segna l'inizio di numerose affermazioni anche all'estero e a cui segue il suo primo tour europeo.
Nel 1982 pubblica "Azimut", album nel quale collabora con Franco Battiato.
Nel 1993 vince la manifestazione Azzurro con il brano "Falsi allarmi".
Nel 1984 collabora con il cantautore tedesco Stephen Waggershausen, in "Zu nah am feuer". Nello stesso anno partecipa in coppia con Franco Battiato all'Eurofestival, con il brano "I treni di Tozeur".
Nel 1985 il Club Tenco le conferisce il premio quale miglior interprete femminile. Nello stesso anno pubblica "Gioielli rubati", registrato al Power Station di New York e interamente dedicato alle canzoni di Franco Battiato.
Nel 1986 è la volta di "Park Hotel" realizzato con Tony Levin, Jerry Marrotta e Phil Manzanera.
Nel 1987 riceve in Germania il premio della critica per "Elisir2. Contemporaneamente in Giappone esce "Kusamakura".
Nel 1988 viene distribuito "Mélodie passagère", disco che raccoglie melodie di Satie, Fauré e Ravel, pubblicato dopo numerosi concerti in Italia e, soprattutto, in occasione di quello tenuto alla sala Verdi del conservatorio di Milano. Con l'accompagnamento al pianoforte da Michele Fedrigotti.
Nel 1989 pubblica "Il sole nella pioggia", con gli ex Giapan Steve Jansen e Richard Barbieri, John Hassel, Paolo Fresu, Dave Gregory, Kudsi Erguner. In collaborazione con Peter Hammil.
Nel 1992 viene distribuito "Mezzogiorno sulle Alpi", a cui segue un lungo tour europeo realizzato con Danny Thompson, Gavin Harrison, Dave Gregory, Paolo Fresu, Richard Barbieri e Jakko Jakszyk dei Level 42.
Il 1994 è l'anno di "Art e Decoration", programma con musiche di Hahn, Ives, Ravel, Monstalvage, Sadero, Faurè ed altri, con cui tiene alcuni concerti nel mese di maggio insieme all'orchestra sinfonica Arturo Toscanini e con il quale debutta al Teatro Reggio di Parma.
Nel 1995 esce "Charade", con la partecipazione di Trey Gunn, Stewart Gordon, Paolo Fresu e il California Guitar Trio.
Nel 1996 intraprende un lungo tour europeo.
Nel 1997 partecipa all'album di Trey Gunn e al progetto "The Vougue".
Nel 1998 registra "Exit" e nasce il progetto "God is my DJ".
Nel 1999 proseguono i concerti di "God is my DJ" e viene pubblicato l'album omonimo, un viaggio attraverso mondi musicali diversi ed eterogenei, lungo un percorso che propone non musica sacra, ma la ricerca del sacro nella musica.

Vent'anni di carriera a rigorosa distanza dal grande circo della musica, tra esperimenti e collaborazioni prestigiose. Alice ha aperto la strada a una nuova generazione di artiste italiane: non più semplici cantanti o mascotte, ma cantautrici complete. Paradossale, quindi, che sia stata proprio l'istituzione della canzonetta nostrana, il festival di Sanremo, a segnare la sua carriera. Un debutto con vittoria nel 1981 con "Per Elisa", un gradito ritorno con "Il giorno dell'indipendenza". Nel frattempo, ci sono stati i successi, quelli del suo "Personal Juke Box", una raccolta di sedici classici del suo repertorio più tre inediti, tutti ricantati e riarrangiati, con una versione di "Chanson egocentrique" realizzata insieme ai Bluvertigo. Alice è sempre esile, nervosa, e maschera con la dolcezza del sorriso la tensione di una personalità difficile. Una personalità che è entrata più volte in rotta di collisione con la macchina discografica. Scelte che l'hanno portata, di recente, a interessarsi alla musica sacra, con una serie di concerti nelle chiese e un album, "God is my DJ".
Nel 2003 rientra sulla scena musicale con "Viaggio in Italia", una raccolta che comprende il meglio, dal punto di vista di Alice, della canzone d’autore (ma non solo) degli ultimi 35 anni. E' stato un work in progress: il progetto iniziale è nato tre anni prima, doveva essere un disco composto esclusivamente da canzoni tratte da testi poetici, o ispirate da poesie e brani letterari, appartenenti a paesi di culture diverse. Brani che mettessero in evidenza il valore essenziale della parola. Durante questa ricerca, il percorso ha subito una deviazione ed ha virato soprattutto sulla canzone d’autore italiana. Con due eccezioni: "Al principe" e "Febbraio", due poesie di Pierpaolo Pasolini musicate da Mino Di Martino.

Come il suo amico e maestro Franco Battiato, Alice ha posto la spiritualità al centro della sua esistenza. Di concerti Alice ne ha fatti molti, non solo in Italia. Una dimensione internazionale che le è valsa nel 1987 il Goldenen Europa alla carriera, nonché diverse collaborazioni di prestigio: Phil Manzanera (Roxy Music), Steve Jansen Richard Barbieri e Mick Karn (Japan), Dave Gregory (Xtc), Trey Gunn (King Crimson), Peter Hammill, California Guitar Trio. Sono tanti i brani della cantautrice romagnola ad aver lasciato il segno, da "Il vento caldo dell'estate" a "Una notte speciale", da "Azimuth" a "Il tempo senza tempo", da "Nomadi" a "Visioni". Ma proprio il pezzo dell'esordio e del successo sanremese, "Per Elisa", è rimasto il suo classico per eccellenza. Oggi a Carla Bissi la musica leggera va sempre più stretta. Ha tenuto concerti con l'orchestra sinfonica Arturo Toscanini, ha cantato melodie di Satie, Fauré e Ravel, accompagnata dal piano di Michele Fedrigotti. E dice di ascoltare ormai quasi solo musica classica. Ma non sa ancora che cosa succederà nel prossimo album.
1972: Il mio cuore se ne va - Un giorno nuovo
Il mio cuore se ne va

1972: La festa mia - Fai tutto tu
La festa mia

1973: Il giorno dopo - Vivere un pò morire un pò
Il giorno dopo